Non me lo aspettavo.
Non tanto la lettura in sé — quella fa parte del mio lavoro.
Ma quello che si è mosso dentro di me mentre parlavo con lui, attraverso le carte.
Mi capita raramente di fare una lettura dei Tarocchi a un uomo.
Forse una volta su dieci.
E ogni volta è come entrare in uno spazio diverso, non perché l’uomo sia diverso…
ma perché io, per anni, ho scelto di non entrarci davvero.
All’inizio del mio percorso da libera professionista, ho fatto una scelta precisa:
rivolgermi alle donne.
Era una scelta naturale.
Partivo da ciò che conoscevo, da ciò che avevo vissuto.
La naturopatia, il benessere nella menopausa, le relazioni.
Tutto parlava una lingua che mi apparteneva.
Ma insieme a questa scelta, senza accorgermene, è arrivato anche qualcosa di più sottile:
una forma di chiusura.
Come se, per essere chiara, dovessi restringere.
Come se, per essere riconoscibile, dovessi escludere.
Poi sono arrivati i Tarocchi
Ricordo ancora una lettura con il mio mentore, Carlo Bozzelli.
In quel momento ho visto qualcosa che non avevo mai visto prima.
La lettura tarocchi non ha bisogno di categorie.
Non ha bisogno di target.
Non chiede chi hai davanti.
Ti chiede cosa sta vivendo.
E questo cambia tutto.
Per anni ho seguito le regole del marketing:
definisci il tuo pubblico, scegli la tua nicchia, chiarisci cosa risolvi.
Regole utili, certo.
Ma a un certo punto… strette.
Con il tempo, qualcosa si è aperto.
Ho iniziato a lasciare entrare anche altro.
A non definire più così rigidamente chi avevo davanti.
E lì ho visto una cosa importante:
la mia unicità non sta nel pubblico a cui mi rivolgo.
Sta nel modo in cui guardo.
Nel modo in cui conduco una lettura dei Tarocchi.
Nel significato che do a quel momento.
E così oggi mi sono trovata davanti a lui.
Un uomo.
Con le sue domande, le sue incertezze, il suo modo — diverso, sì — di stare nella lettura.
Ma sotto… le stesse grandi tematiche.
L’amore.
Il lavoro.
Le scelte.
Perché alla fine è questo che attraversa tutti.
Il vero nodo: lavoro e verità
C’è una cosa che vedo spesso nelle letture tarocchi.
E riguarda il lavoro.
Molte persone fanno qualcosa che non le rappresenta davvero.
Che non le interessa.
Che non risuona con ciò che sentono.
E quando questa verità emerge…
non si può più ignorare.
Arriva il dilemma.
Continuo così?
O scelgo altro?
È una domanda che conosco.
Negli ultimi anni ho fatto una scelta precisa.
Non facile.
Non lineare.
Una scelta che mi ha portata in territori nuovi,
pieni di prove… ma anche di conferme.
Perché ogni volta che torni a ciò che senti vero,
anche se è scomodo,
accade qualcosa.
Non tutto si risolve.
Ma tutto diventa più coerente.
Quello che non mi aspettavo, oggi,
non è stato l’incontro con un uomo.
È stato vedere con chiarezza
che quando lasci cadere le categorie…
incontri davvero la persona.
E lì, la lettura dei Tarocchi diventa qualcosa di diverso.
Non uno strumento per ottenere risposte.
Ma uno spazio per vedere.
Una domanda per te
Se ti fermassi un momento,
al di là di quello che fai ogni giorno…
Stai vivendo in accordo con ciò che senti vero?
Se senti che qualcosa dentro di te sta chiedendo chiarezza,
scrivimi!





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