Ieri sera, dopo una lunga serie di impegni e corse contro il tempo è emerso inaspettato un desiderio.
Come una brezza che scuote le foglie e porta con sé una promessa di novità, il mio desiderio era semplice: arrivata a casa dopo una giornata impegnativa, non volevo preparare la cena.
Desideravo qualcosa di diverso, di piacevole, qualcosa che rompesse la monotonia della routine. Questo desiderio è apparso come la leggerezza di un sogno, uno di quei momenti in cui si sente di volere un pizzico di magia nella propria vita.
È il femminile che desidera. È una parte della nostra essenza, un flusso continuo di emozioni, visioni e sogni che nascono dalla profondità di chi siamo. Ogni donna conosce quel desiderio, a volte indefinito e altre volte nitido come un raggio di sole dopo la tempesta. Il femminile è l’arte del sentire, è creatività pura, è quella scintilla che trasforma la quotidianità in un’idea, in una bellezza da vivere.
Ma quante volte ci tratteniamo?
Quante volte quel desiderio rimane solo un sussurro nella nostra mente, soffocato dalla paura del rifiuto, dalla paura di apparire troppo esigenti o irrazionali?
C’è quella vocina interiore che ci suggerisce di non chiedere troppo, di non disturbare, di non essere “complicate”.
È la paura di essere criticate, la paura di non trovare terreno fertile per i nostri sogni. Spesso, dietro questo blocco, c’è il timore che il nostro desiderio non venga sostenuto, che la risposta possa essere una negazione, un giudizio, una chiusura.
E così, finiamo per spegnere quel desiderio, per farlo svanire in silenzio.
Ma ieri sera, ho scelto di ascoltare il mio desiderio. Tornata a casa, ho espresso semplicemente quello che sentivo:
“Non mi va di preparare la cena. Vorrei qualcosa di buono, di diverso”.
Era un pensiero che proveniva da un luogo profondo di leggerezza e verità, un desiderio che meritava di essere condiviso.
E ciò che è accaduto è stato magico nella sua semplicità: il maschile ha sostenuto.
“Ok, andiamo a cena fuori!”, è stata la risposta. Nessuna esitazione, nessuna domanda, solo il sostegno a quel mio desiderio di qualcosa di speciale.
In quel momento, ho percepito l’equilibrio tra il maschile e il femminile, un’integrazione che porta armonia e bellezza nella relazione.
Io ho espresso il mio desiderio, la mia visione creativa di un momento diverso, e lui l’ha accolta, l’ha trasformata in azione.
Questo è il maschile che sostiene: è l’energia che prende il sogno e lo concretizza, che offre sicurezza e stabilità alla fluidità del desiderio.
Il maschile e il femminile non sono solo polarità esterne, ma forze dentro di noi, energie che si integrano per portare equilibrio e completezza.
Ogni donna porta dentro di sé la bellezza del desiderio e l’energia della creazione, e ogni uomo, o parte maschile dentro di noi, porta la forza di sostenere, di dare struttura e forma a quel desiderio.
In una relazione armoniosa, queste energie si incontrano, si ascoltano, si sostengono a vicenda ed accade che si manifestano nella vita materiale di tutti i giorni. Ma prima l’equilibrio deve realizzarsi internamente.
È un equilibrio che non si realizza spontaneamente ma compiendo azioni precise.
Infatti, per me quello che ho vissuto l’altra sera non è stato sempre così.
Mi ricordo, ad esempio, di quelle volte che ho avuta paura di chiedere.
Paura di far emergere un bisogno, di portare alla luce un desiderio che poteva essere giudicato troppo o pretenzioso.
Poi arriva un momento in cui senti che è ora di cambiare registro e allora ti avvii in quel processo che si compie gradualmente e ha bisogno di consapevolezza e precisi passi.
Oggi li voglio condividere con te.
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La Cerchia di Anna
Uno spazio sacro per le donne che desiderano relazioni evolute
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