Sto leggendo The Let Them Theory di Mel Robbins, ovvero la Teoria del lasciare andare.
E devo essere sincera: faccio fatica ad andare avanti.
Non è solo una questione di stile — quel racconto tipicamente americano, che parte da una situazione di tragedia fatta di crisi, debiti, fallimenti, depressione che come per magia si trasforma in successo e realizzazione.
È qualcosa di più sottile che emerge fin dalle prime pagine.
La frase ritorna, ancora e ancora, come un mantra:
lasciare andare.
E la prima cosa che mi è venuta spontanea è stata:
ma come si fa, davvero, a lasciare andare?
Se lasciare andare fosse una scelta semplice,
non esisterebbero attaccamenti, paure, pensieri che ritornano.
Non ci sarebbero relazioni da cui non riusciamo a uscire,
né emozioni che continuano a visitarci anche quando sappiamo che non ci fanno bene.
E invece accade.
Perché non basta ripetere la frase magica,
nè è qualcosa che puoi imporre con una decisione.
Siamo fatti di abitudini, di memoria, di reazioni automatiche.
Siamo dentro un campo più grande — personale, relazionale, e per chi lo sente, anche spirituale.
E allora l’idea che basti decidere di lasciare andare
diventa non solo irrealistica, ma anche frustrante.
Non scegli la rotta, ma puoi lasciare andare la resistenza
Mi viene in mente una metafora che uso spesso.
È come essere su una nave.
Puoi muoverti sul ponte, scegliere dove stare, cambiare prospettiva.
Ma la rotta della nave non la decidi tu.
Eppure, dentro questo movimento che non controlli, c’è uno spazio reale
creato dal modo in cui attraversi il viaggio.
E per me lasciare andare inizia proprio qui.
Non nel cambiare ciò che accade,
ma nel mollare la resistenza a ciò che accade.
Allora cosa vuol dire, in concreto, lasciare andare?
Non è:
- smettere di sentire
- convincerti che va tutto bene
- cambiare destino
È qualcosa di molto più semplice, e allo stesso tempo più difficile.
È interrompere la reazione automatica.
È quel momento in cui:
- non insegui lo stesso pensiero per l’ennesima volta
- non alimenti una paura
- non ti identifichi completamente con quello che senti
L’onda arriva comunque.
Ma non la rincorri.
Non la amplifichi.
Inizi, poco a poco, a lasciare andare il bisogno di controllarla.
Lasciare andare non è una formula magica.
Non cambia la rotta della tua vita.
Non ti porta automaticamente al successo o alla serenità.
Ma cambia qualcosa di più profondo.
Cambia il tuo rapporto con ciò che vivi.
E a volte — non sempre, ma a volte —
è proprio lì, in quello spazio più quieto,
che qualcosa si scioglie davvero.
Non perché l’hai forzato.
Ma perché, finalmente, hai iniziato a lasciare andare.





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