Il Tarot mi ha chiamata. Non so dire in quale momento preciso, ma so che è accaduto. Forse era un richiamo sommesso che ha sempre abitato il mio cuore, nascosto sotto le pieghe della razionalità. Forse era già lì quando, anni fa, ho posato gli occhi per la prima volta su quelle carte misteriose, sentendo dentro di me qualcosa muoversi. Ma so che solo ora l’ho davvero sentito.
Non è stato un semplice interesse, né una curiosità passeggera. È stato un riconoscimento. Una certezza che mi ha attraversata senza lasciarmi scampo, come se avessi appena ricevuto una lettera sigillata dal destino, contenente un messaggio chiaro: questa è la tua strada.
Sono appena rientrata dall’esperienza del corso Gnosi di Carlo Bozzelli, ho capito che il Tarot non è solo uno strumento.
È l’Insegnamento della Maddalena e del Cristo. È la via attraverso cui la Verità si è rivelata a me.
Ho lasciato che questa consapevolezza mi attraversasse, senza cercare di capirla fino in fondo. Non serviva. Il Tarot mi ha chiamata, e questo bastava. La paura di non essere all’altezza, il dubbio di non poter condividere un sapere così profondo, è scomparsa in un istante.
C’è una frase che ho sentito dire spesso:
Cosa faresti tutto il giorno senza annoiarti, anche gratis?
E oggi la mia risposta è chiara: studiare il Tarot, parlarne, svelarne la bellezza e la potenza a chi ancora non la vede.
Non è solo un percorso personale. È un richiamo che non posso ignorare. Il Tarot vuole essere conosciuto attraverso di me.
Sulle tracce di Maria Maddalena
Non è un caso che, insieme a questo risveglio, sia tornata forte un’altra chiamata che avevo sempre sentito, ma mai seguito fino in fondo: Maria Maddalena.
Da sempre la sua figura mi affascina. Mi ha chiamata attraverso libri, viaggi, incontri. Ogni tanto si è affacciata nella mia vita, ma l’ho sempre rimandata, come si fa con un pensiero troppo grande per essere affrontato.
Ora tutto si intreccia, tutto ha senso. Se il Tarot è il codice di Cristo, allora Maria Maddalena è la chiave per comprenderlo.
Quest’estate voglio mettermi in cammino. Voglio andare nei luoghi che parlano di lei, sentire la sua presenza, respirare la sua storia. Non so ancora dove mi porterà, ma so che il sentiero si aprirà da solo, così come si è aperto il mio cuore davanti al Tarot.
Un innamoramento spirituale
Ieri ho avuto una giornata magnifica. Ho visto il Tarot con occhi nuovi e me ne sono innamorata.
Non è un’esagerazione. È una sensazione travolgente, come un innamoramento adolescenziale, di quelli in cui non importa se l’altro ricambia: ciò che conta è l’emozione di stare in sua presenza.
Mi sento carica, vibrante, attraversata da un’energia che non è solo mia. Ho farfalle nello stomaco, il cuore in fermento. Voglio iniziare, voglio approfondire, voglio toccare con mano tutto ciò che ancora non so. Questo è l’inizio di qualcosa di grande.
Un ponte tra visibile e invisibile
Il Tarot non è solo un mazzo di carte, e non è nemmeno uno strumento divinatorio nel senso banale del termine. È una lingua sacra, un codice che racchiude le leggi dell’anima.
In esso c’è il Cristo, c’è la Maddalena, c’è il cammino della conoscenza.
Non devo sapere tutto adesso.
Non devo avere un piano perfetto.
Devo solo seguire ciò che sento.
Il Tarot mi ha chiamata. Io ho risposto. Ora il viaggio ha inizio.






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