Perché perdi fiducia proprio quando qualcosa sta prendendo forma

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Forse immagini la Terra di Mezzo come un luogo sospeso e silenzioso. Una fase di passaggio in cui si aspetta semplicemente che qualcosa cambi. Ma non è così — o almeno, non è così per me.

La Terra di Mezzo è piena di asperità. Sono molti di più i momenti in cui ti senti disorientata rispetto a quelli in cui percepisci chiaramente di essere nella direzione giusta. E forse è proprio per questo che quei momenti di chiarezza diventano così preziosi: perché sono rari.

Il paradosso è questo: nessuno vuole restare nella Terra di Mezzo. Tutti la vivono come qualcosa da attraversare il più velocemente possibile. Eppure, col tempo, sto iniziando a intuire che l’unico modo per uscirne davvero è smettere di trattarla come una parentesi temporanea.

Abitarla.
Anche senza sapere quando finirà.

Io non sono ancora fuori. Ve lo dico chiaramente.

Quando l’entusiasmo torna… e subito vacilla

Anzi, proprio negli ultimi giorni ho vissuto uno di quegli agguati interiori che arrivano non quando sei ferma, ma quando qualcosa dentro di te ricomincia a muoversi davvero.

Avevo ritrovato entusiasmo. Quello autentico. Non quello costruito perché “devi motivarti”. Quello che nasce spontaneamente quando senti che qualcosa sta tornando vivo.

Ho iniziato a lavorare a nuovi video. A una nuova direzione. A un modo diverso di raccontare ciò che faccio. Mi è venuta voglia di parlare della Terra di Mezzo perché sento che tante persone ci vivono dentro senza riuscire nemmeno a darle un nome.

E soprattutto ho ritrovato il desiderio di riaccendere nelle persone quella sensazione che qualcosa di buono sia ancora possibile per loro.

Quella scintilla lì.

Poi è arrivato il weekend.

Due giorni di seminario con Carlo Bozzelli dedicati agli arcani minori. Un lavoro intenso, bello, impegnativo. Sono tornata a casa con la stanchezza buona di chi ha studiato davvero, ma anche con una sensazione che continuava a restarmi addosso.

Durante il seminario c’è stata una lettura. E le carte, come soluzione, hanno indicato i video e la comunicazione.

E dentro di me si è mosso qualcosa.

Perché era come ricevere come risposta qualcosa su cui sto già lavorando da settimane, senza che venisse visto tutto il lavoro invisibile che c’è dietro.

Poi una ragazza mi ha detto che mi segue e ha iniziato a spiegarmi come migliorare i video. Che manca l’hook. Che dovrei curare alcuni aspetti della comunicazione.

E lì ho sentito qualcosa irrigidirsi dentro di me.

Non tanto per il consiglio in sé. Ma perché quel tipo di consiglio “non visto” fa più male di una critica aperta. Presuppone che tu stia iniziando adesso, quando invece stai già camminando da tempo.

Ma l’agguato vero non erano né le carte né quella ragazza.

L’agguato vero era la voce che si è attivata dentro di me subito dopo.

Quella che dice:
“Puoi entusiasmarti quanto vuoi… tanto non caverai un ragno dal buco.”

Perché si perde fiducia mentre si costruisce qualcosa

Ed è lì che ho capito qualcosa di importante su perché si perde fiducia.

Non perdi fiducia soltanto quando le cose vanno male.
A volte perdi fiducia proprio quando qualcosa sta iniziando a prendere forma.

Quella voce non arriva quando sei immobile. Arriva quando stai costruendo. Si attiva in risposta all’entusiasmo, quasi per ridimensionarlo prima che tu possa crederci troppo.

E forse è anche questo il motivo per cui si perde fiducia così facilmente durante un cambiamento: perché la parte più fragile non emerge nel fallimento, ma nella possibilità concreta che qualcosa possa davvero funzionare.

Stamattina quella sensazione era ancora lì.

Poi, osservandola meglio, ho capito una cosa: quella voce non ha torto e non ha ragione.

È una sentinella, non un oracolo.

Fa il suo lavoro. Avvisa. Protegge. Ricorda che esiste il rischio di illudersi. Ma non decide la direzione.

L’entusiasmo è il motore.
La sentinella è il freno.

E forse maturare significa proprio questo: smettere di aspettare il silenzio totale della paura per continuare a camminare.

Perché si perde fiducia?
Forse perché, a un certo punto, ci dimentichiamo che ogni cosa viva attraversa una fase fragile prima di prendere forma davvero.

Io sono ancora qui.

Dentro la Terra di Mezzo.

E continuo a costruire.

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