In questi giorni mi trovo in uno spazio un po’ diverso dal solito.
Ho creato qualcosa che sentivo profondamente mio.
L’ho fatto con cura, con amore, senza forzature.
L’ho portato fuori.
E poi…mi sono trovata dentro a quella situazione che tante persone conoscono bene:
quando fai tutto giusto — o almeno, quando fai tutto al meglio — ma non arrivano risultati.
Non è che non sia successo niente.
Qualcosa si è mosso.
Ma non nella misura e nella forma che mi aspettavo.
E lì ho visto chiaramente due movimenti dentro di me.
Il primo è quello che conosco bene: quello che vuole correggere tutto.
“Devo fare meglio.”
“Devo capire cosa non ha funzionato.”
“Devo aggiustare.”
L’altro è più silenzioso, ma altrettanto forte: quello che vorrebbe mollare.
“Non ne vale la pena.”
“Non è il momento.”
Due direzioni opposte.
Ma entrambe, se le guardo bene, nascono dallo stesso punto: la difficoltà a restare quando non arriva risposta.
Restare quando la realtà non risponde
Per anni, quando facevo tutto al meglio ma non arrivavano risultati, la mia reazione è sempre stata quella del fare di più.
Sembrava un movimento di crescita, ma a guardarlo bene, era un modo per non accettare una cosa molto semplice:
che la realtà non risponde sempre.
Oggi sento che la mia parte — certo, sempre migliorabile — l’ho fatta.
Con la cura che, in questo momento sono in grado di mettere.
E posso continuare a farlo.
Con amore.
Con presenza.
Con dedizione.
Ma senza più l’illusione che questo garantisca un risultato.
Forse arriverà un giorno in cui la realtà risponderà. O forse no.
È una consapevolezza che mi libera da una forma sottile di onnipotenza:
quella che mi ha fatto credere, per anni, che facendo sempre di più avrei potuto ottenere qualsiasi cosa.
Oggi non lo credo più. Faccio quello che sento vero e lascio che la realtà faccia la sua parte.
La carta del giorno
Non è un caso che oggi le carte del giorno siano state L’Appeso rovesciato, con La Papessa come soluzione.
Quando le ho viste, ho sorriso perché l’Appeso rovesciato esprime il momento in cui c’è una resistenza a fermarsi anche se non è più il tempo di spingere.
La Papessa in soluzione mi dice di non aggiungere nè riempire.
[Se vuoi conoscere la carta del giorno, ogni giorno la condivido nel mio gruppo Facebook Innamorati del Tarot]
La cosa bella che sta accadendo è riconoscere con più lucidità quello che accade.
E la domanda vera che mi sto ponendo è:
Riesco a restare fedele a quello che ho creato anche senza una conferma immediata?
Non è una domanda comoda perché tocca un bisogno molto umano: quello di vedere un ritorno.
Ma l’unica cosa che posso davvero fare è continuare a esserci.
Come un seme sotto terra che non si vede ancora, ma non per questo ha smesso di esistere.





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