Uno degli aspetti più preziosi che il Tarot mi ha insegnato in questi anni è la sua capacità di guidarmi lontano da scelte che mi avrebbero portata fuori strada.
E c’è una verità che ho imparato sulla mia pelle: i tarocchi ti proteggono quando inizi davvero ad ascoltare ciò che accade dentro di te.
A volte mi sorprendo a pensare a quante decisioni avrei potuto prendere in modo diverso se avessi avuto questo strumento molto tempo fa.
Eppure non c’è rimpianto: ogni passo è stato necessario per condurmi esattamente dove sono oggi.
Quello che voglio raccontarti è uno dei momenti più forti in cui il Tarot mi ha protetta da una scelta sbagliata.
Avevo riposto una grande fiducia in una persona che consideravo una guida.
Mi piaceva il suo modo di parlare, credevo profondamente nella sua visione, e così ho investito nei suoi percorsi: una cifra importante, pagata in anticipo e a occhi chiusi, convinta che sarebbe stato un ottimo investimento su di me.
Con il tempo, però, qualcosa ha iniziato a incrinarsi.
Non solo ero diventata sua allieva, ma anche una sorta di assistente personale, e proprio da quella posizione privilegiata ho iniziato a vedere l’altro lato della medaglia.
Il suo modo di lavorare, di relazionarsi e di vivere le collaborazioni non era minimamente allineato con ciò che per me è sacro in una relazione professionale.
La stima che avevo costruito si è lentamente trasformata: non riuscivo più a vederla come guida, né come riferimento sicuro per il mio cammino.
Il mio cuore lo sapeva già.
Ma la mente… quella sì che sa farsi sentire.
Dubbi, giustificazioni, tentativi di tenere insieme ciò che dentro di me era già caduto.
È in questi momenti che il nostro daimon, quella forza sottile che ci mantiene sul sentiero giusto, trova il modo di manifestarsi.
E uno dei suoi linguaggi, per me, è proprio il Tarot.
Sapevo che l’emotività era troppo forte per una lettura autonoma, così ho deciso di chiedere una lettura esterna, limpida, senza il filtro delle mie aspettative.
La risposta del Tarot è stata inequivocabile: un taglio netto.
E l’Arcano che ha parlato più forte di tutti è stata proprio la Luna.
Una carta che illumina le zone d’ombra, che rivela ciò che è nascosto, che dissolve le illusioni che la mente costruisce per proteggerci dal vedere.
E sì: la Luna parla anche di separazione, di una strada che si biforca, di un ciclo che non può più continuare.
Mostrava chiaramente che le nostre strade non potevano più proseguire insieme: né come allieva, né come collaboratrice.
Ammetto che, al primo impatto, non mi è piaciuto affatto ciò che vedevo.
La mente si aggrappa a ciò che conosce, combatte quella voce più sottile che chiamiamo cuore.
Ma proprio lì ho compreso quanto profondamente i tarocchi ti proteggono: non sostituendosi alla tua volontà, ma mostrandoti ciò che già sai e non vuoi vedere.
Mi sono fidata.
Mi sono fidata delle carte, della verità che stavano mettendo in luce, e della parte di me che sapeva già quale fosse la scelta giusta.
Oggi, a più di un anno di distanza, so che è stata una delle decisioni più importanti del mio cammino.
Quel taglio non è stato solo la fine di una collaborazione: è stato un passaggio di soglia.
Mi ha permesso di riconoscere che, in questa fase della mia vita, l’insegnante non è fuori, in una figura da seguire e idealizzare, ma dentro di me.
Ed è questa la verità più luminosa che ho imparato: i tarocchi ti proteggono soprattutto quando ti aiutano a non tradire te stessa.





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