Ho appena trascorso due giorni intensi di letture in occasione del Mercatino delle Streghe che si è tenuto alla Città dell’altra economia di Roma.
Sono stati due giorni di incontri, di sguardi, di silenzi.
In ogni volto ho percepito una storia, e ho sentito che è proprio l’energia che nasce nell’attimo dell’incontro — quando una persona si avvicina con il desiderio di guardarsi attraverso le carte — a nutrirmi più di tutto.
È quella vibrazione sottile, fatta di fiducia e mistero, a dare senso profondo a ciò che faccio.
La magia di ogni incontro
Ho incontrato tantissime persone. Alcune dolci, altre spigolose, qualcuna semplicemente chiusa.
Tutte in un modo o nell’altro, portavano con sé un messaggio.
- C’è la persona che sa tutto e legge le carte al posto tuo, come se temesse che la verità, detta da un’altra voce, potesse spiazzarla.
- C’è quella che vuole dimostrare di saperne di più, che parla tanto e ascolta poco, perché sotto le parole si nasconde la paura di sentirsi vulnerabile.
- C’è quella che non è d’accordo con la lettura, che si irrigidisce, che combatte con ogni simbolo come se dovesse difendere la sua storia da un’intrusione.
- C’è quella che non ti dice nulla, che ti guarda in silenzio per vedere se indovini, dimenticando che non c’è nulla da indovinare: solo un sentire da condividere.
- C’è quella che non dà feedback, anche quando le carte parlano di lei con precisione, perché riconoscere significherebbe mostrarsi.
- E poi c’è quella che ha la sua verità, e difende il proprio punto di vista fino in fondo, come se ammettere che le carte possano avere ragione fosse un cedimento.
A fine giornata mi sono chiesta:
“Chi ho davvero incontrato oggi?”
La risposta è arrivata chiara.
Mi sono accorta che queste persone non erano lì per mettermi alla prova.
Erano specchi.
Mi hanno mostrato parti di me che cercavano voce:
- la parte che ha bisogno di capire,
- quella che vuole essere riconosciuta,
- quella che teme di lasciarsi andare,
- quella che si nasconde nel silenzio,
- quella che non vuole sbagliare,
- quella che continua a difendere la propria verità.
Ogni incontro è stato uno specchio.
Uno specchio che non giudica, ma rivela.
Perché i tarocchi non leggono il futuro, ma mostrano ciò che è pronto a essere visto anche in chi li legge.
Alla fine, ho sorriso.
Non erano solo persone venute per ricevere una lettura.
Erano maestre travestite da storie, anime che mi hanno ricordato che la via del Tarologo è quella di chi riconosce in sé ciò che l’altro porta, e in quell’incontro fragile, autentico, sacro, accade la verità.





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